Esiste un futuro per i giovani italiani?

venerdì 4 maggio 2012

Esiste un futuro per i giovani italiani?


Ivan

Molti giovani italiani vanno all’estero, di quelli che restano una parte è composta da disillusi e demotivati, alcuni cercano di raggiungere i propri obiettivi nonostante tutto, altri invece si rintanano nell'indifferenza. Ciò non elimina però l'esistenza di diverse realtà di impegno giovanile che mostrano che non esistono solo situazioni di disagio e difficoltà, ma anche sbocchi di speranza e positività. Le voci dei giovani in Italia sono quindi tante e differenti tra loro, le idee alle volte contrastanti e le strade percorse difficilmente paragonabili, ma l’obiettivo è per tutti il medesimo: comprendere in quale futuro ai giovani italiani di oggi è ancora concesso sperare.

Nel periodo di crisi che l’Italia sta vivendo Thema ha deciso di puntare sugli italiani che domani ne decideranno le sorti e quindi di dare anche voce anche a tutte quelle associazioni giovanili (culturali, religiose, politiche, di volontariato …) che vedono dei giovani impegnarsi per un’ideale, una causa o un credo religioso in modo costruttivo.

L’obiettivo di Thema è quindi quello di raccogliere testimonianze, interviste, saggi, disegni, video, poesie, racconti, articoli, recensioni, … per chiarire il profilo del giovane italiano di oggi, le sue aspettative i suoi sogni e desideri, ma anche per accogliere nuove proposte su come affrontare il futuro, su come viverlo e addentrarvisi con successo.

Per partecipare al progetto è sufficiente inviare il proprio file a themadithema@gmail.com.

Nel caso si inviino testi, essi devono essere in formato .doc/.docx, non superare le 3000 battute ed è necessario specificare firma ed eventuali tag.

I contributi più significativi verranno pubblicati sul blog di Thema.

martedì 13 marzo 2012

Piove


 

Un’anziana donna dietro al vetro d’una finestra –
la guardo.
Mentre cammino posso vederne il volto
intuirne le rughe
e i sospiri lasciati a mollo
in una pentola d’acqua bollente.

Devo tornare alla terra,
mi dico.
Amare di più questo Salento
di cui troppo spesso mi sento stufa –
non per superbia intellettuale,
ma per paura.
Paura che quello che il fascismo
ha lasciato intatto
venga inghiottito per sempre da
supermercati e televisioni.

Mi fermo a comprare il pane –
un ragazzo, bellissimo,
mi distrae.
Resto a guardarlo incantata
e divento, per un attimo,
la goccia di pioggia
che gli riga il viso
e gli bagna le labbra.
Allen caro,
sarebbe piaciuto anche a te.
Avresti sognato di baciarlo
e saresti diventato anche tu,
per un attimo,
una goccia di pioggia.

Io non voglio abbattere le Istituzioni,
sovvertire il Sistema.
Io le Istituzioni le voglio,
trasparenti e funzionali.
Io desidero sobrietà, meritocrazia,
onestà ed eroico furore.
Io desidero una Patria,
ho bisogno di una Patria,
della mia Patria.

M. Caterina Basile